Mohammed Nabbous (27 février 1983 - 19 mars 2011), en arabe محمد النبوس, est un blogueur libyen, un net-citoyen (le terme « journaliste-citoyen » n'est plus reconnu. Car un journaliste est aussi un citoyen) et un ingénieur en télécommunications de profession à Benghazi en Libye.

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  • Mohammed Nabbous (27 février 1983 - 19 mars 2011), en arabe محمد النبوس, est un blogueur libyen, un net-citoyen (le terme « journaliste-citoyen » n'est plus reconnu. Car un journaliste est aussi un citoyen) et un ingénieur en télécommunications de profession à Benghazi en Libye. Le 17 février, au début de la révolte libyenne de 2011, il crée la première station de télévision privée établie dans le territoire contrôlé par le Conseil national de transition : Libya Alhurra TV.Il est tué le 19 mars 2011 à Benghazi par un sniper que certains ont supposé être membre des forces pro-Kadhafi alors qu'il filmait les attaques de l'armée libyenne et les destructions des bâtiments civils sous les bombardements pour diffuser des vidéos en direct sur sa chaîne d'information en continu. Il laisse derrière lui sa veuve enceinte « Perditta »,. En contact journalier avec l'équipe de l'époque du site Dazibaoueb, il craignait plutôt pour sa propre vie les nouveaux arrivants que les hommes de Kadhafi (aucune source pour étayer cette information digne d'un militant).
  • Mohammed "Mo" Nabbous (27 de febrero de 1983 – 19 de marzo de 2011) fue un bloguero libio y periodista ciudadano de Bengasi, Libia.
  • Mohammed Nabbous, (in arabo محمد النبوس) (Bengasi, 27 febbraio 1983 – Bengasi, 19 marzo 2011), è stato un giornalista libico.Anche noto con il soprannome di "Mo", fu il fondatore della TV Libya Al-Hurra, la prima stazione televisiva privata con sede a Bengasi sulla scia della rivoluzione del 17 febbraio in Libia, che ha contribuito alla scintilla della rivoluzione nel paese e alle sommosse popolari in Libia del 2011.Nabbous è stato ucciso dalle forze fedeli al dittatore libico Muammar Gheddafi a Bengasi mentre raccoglieva prove contro le false dichiarazioni di un cessate il fuoco da parte del regime di Gheddafi in risposta alla risoluzione 1973 del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite."Ha toccato il cuore di molti con il suo coraggio e spirito indomito. Ci mancherà molto e lascia dietro di sé la sua giovane moglie e un bambino non ancora nato", ha detto Sharon Lynch, rappresentante di una stazione TV.Nabbous sarebbe stato colpito alla testa da un cecchino subito dopo aver raccolto evidenze delle false dichiarazioni del regime di Gheddafi relative alla dichiarazione di cessate il fuoco. Nabbous era in condizioni critiche fino alla sua scomparsa intorno alle 3 del pomeriggio ora italiana (CET). La moglie di Nabbous ha annunciato la sua tragica morte in un video sulla TV Libya Al-Hurra."Voglio far sapere a tutti voi che Muhammed è morto per questa causa e speriamo che la Libia diventerà libera," la moglie di Nabbous ha detto tra le lacrime. "Grazie a tutti. E non smettiamo di fare quello che stiamo facendo finché questo non sarà finito. Quello che ha iniziato deve andare avanti, non importa cosa succede," ha aggiunto. "Ho bisogno che ognuno faccia tutto quello che può per questa causa. Per favore fate continuare questo canale e mobilitare le vostre autorità. Ci stanno ancora bombardando, stanno ancora sparando e molte persone moriranno. Non lasciate che ciò che Mo iniziato finisca in niente, gente, fate sì che ne valga la pena," ha esortato tutti coloro che aiutavano la rete e la causa della Libia.Nel corso degli ultimi giorni e ore della sua vita, Nabbous continuò a raccogliere informazioni attraverso video e fornendo commenti in merito al bombardamento della centrale elettrica di Bengasi e dell'esplosione del serbatoio del carburante del 17 marzo, alle forze di Gheddafi che lanciavano missili su Bengasi dalla vicina cittadina di Sultan il 18 marzo, alla distruzione e agli attacchi contro i civili sempre da parte delle forze di Gheddafi la mattina del 19 marzo, e alla morte delle vittime più giovani di Gheddafi: due bambini uno delletà di 4 mesi e l'altro di 5 anni uccisi da un missile mentre dormivano nella loro camera da letto la mattina del 19 marzo. Nabbous si domandò: "E se quella fosse stata la nostra casa, e se questa fosse stata la nostra camera da letto?"Nabbous è stato percepito come il volto della rivoluzione libica e fu una delle prime persone a essere intervistate da giornalisti occidentali subito dopo che Bengasi fu liberata dalle forze del regime. "Non ho paura di morire, ho paura di perdere la battaglia!" è stata una delle prime dichiarazioni di Nabbous dopo aver creato il canale. Gli sopravvivono sua moglie e un figlio non ancora nato. Fra le sue varie dichiarazioni, riportate in video streaming da vari siti sulla rete, c'è quella, durante una conversazione con Ben Wedeman (corrispondente della CNN al Cairo), che Gheddafi farebbe uso di droghe prima di rilasciare le sue dichiarazioni.Mohammed Nabbous è stato di fatto il primo giornalista a lavorare indipendentemente in Libia dopo la rivoluzione del '69 ed il secondo a cadere vittima delle forze del regime dopo Ali Hassan al-Jaber, un cameramen di Al-Jazeera.
  • Мухаммад аль-Набус (27 февраля 1983 — 19 марта 2011),محمد النبوس, также известный как «Mo», был ливийским блоггером и гражданским журналистом в городе Бенгази, Ливия. В начале восстания в Ливии в феврале 2011 он основал телеканал «Libya Al-Hurra» («Свободная Ливия»), первую частную станцию телевещания на территории, контролируемой Национальным переходным советом Ливии.
  • Mohammed Nabus (arabisch ‏محمد نبوس‎, DMG Muḥammad Nabūs; * 27. Februar 1983; † 19. März 2011 in Bengasi, Libyen), auch bekannt unter dem Pseudonym „Mo“, war ein Blogger und Ziviljournalist in Bengasi.
  • Mohammad Nabbous (محمد نبوس ‎; d. Bingazi 27 Şubat 1983 - ö. Bingazi 19 Mart 2011), Libyalı gazeteci.
  • Mohammed Nabbous (27 de fevereiro de 1983 - 19 de março de 2011) foi um civil líbio, que, por reportar os ataques a rebeldes na Guerra Civil no país, acabou sendo morto em confrontos entre o governo e rebeldes.Fundou a Libya Alhurra TV, um canal de televisão privado, que se mantém com a ajuda financeira dos Estados Unidos através do Broadcasting Board of Governors.Foi morto por relatar a violência usada contra manifestantes em Benghazi opositores ao governo de Muammar al-Gaddafi ditador da Líbia.
  • Mohamed "Mo" Nabbous (محمد نبوس ‎; 27 February 1983 – 19 March 2011) was a Libyan information technologist, blogger, businessperson and civilian journalist who created and founded Libya Al Hurra TV.In the wake of the Libyan civil war, Nabbous founded Libya Alhurra TV, the first independent broadcast news organization since Gaddafi took power in Libya. Libya AlHurra TV was established in Benghazi, Libya on 19 February 2011 and started broadcasting online when Nabbous established a two-way satellite connection in the wake of a complete Internet blackout imposed by the Gaddafi regime subsequent to the 17 February protests.Nabbous was shot by a sniper and killed on 19 March 2011 while reporting on attempts by government forces to fight revolutionaries and attack civilians in Benghazi. In the hours following the death of Nabbous, UN Coalition planes entered Libyan airspace to enforce a No-Fly Zone approved by the UN Security Council along with a Resolution authorizing "all necessary measures" to protect civilians against Gaddafi forces. In the last weeks of his life, Nabbous focused on bringing international attention to the humanitarian crisis unfolding in Libya. His death was widely reported by CNN and various media outlets. Prior to the establishment of Libya Al Hurra TV, Nabbous operated a number of businesses in Benghazi city.[citation needed]
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  • Mohammed Nabbous (27 février 1983 - 19 mars 2011), en arabe محمد النبوس, est un blogueur libyen, un net-citoyen (le terme « journaliste-citoyen » n'est plus reconnu. Car un journaliste est aussi un citoyen) et un ingénieur en télécommunications de profession à Benghazi en Libye.
  • Mohammed "Mo" Nabbous (27 de febrero de 1983 – 19 de marzo de 2011) fue un bloguero libio y periodista ciudadano de Bengasi, Libia.
  • Мухаммад аль-Набус (27 февраля 1983 — 19 марта 2011),محمد النبوس, также известный как «Mo», был ливийским блоггером и гражданским журналистом в городе Бенгази, Ливия. В начале восстания в Ливии в феврале 2011 он основал телеканал «Libya Al-Hurra» («Свободная Ливия»), первую частную станцию телевещания на территории, контролируемой Национальным переходным советом Ливии.
  • Mohammed Nabus (arabisch ‏محمد نبوس‎, DMG Muḥammad Nabūs; * 27. Februar 1983; † 19. März 2011 in Bengasi, Libyen), auch bekannt unter dem Pseudonym „Mo“, war ein Blogger und Ziviljournalist in Bengasi.
  • Mohammad Nabbous (محمد نبوس ‎; d. Bingazi 27 Şubat 1983 - ö. Bingazi 19 Mart 2011), Libyalı gazeteci.
  • Mohammed Nabbous (27 de fevereiro de 1983 - 19 de março de 2011) foi um civil líbio, que, por reportar os ataques a rebeldes na Guerra Civil no país, acabou sendo morto em confrontos entre o governo e rebeldes.Fundou a Libya Alhurra TV, um canal de televisão privado, que se mantém com a ajuda financeira dos Estados Unidos através do Broadcasting Board of Governors.Foi morto por relatar a violência usada contra manifestantes em Benghazi opositores ao governo de Muammar al-Gaddafi ditador da Líbia.
  • Mohamed "Mo" Nabbous (محمد نبوس ‎; 27 February 1983 – 19 March 2011) was a Libyan information technologist, blogger, businessperson and civilian journalist who created and founded Libya Al Hurra TV.In the wake of the Libyan civil war, Nabbous founded Libya Alhurra TV, the first independent broadcast news organization since Gaddafi took power in Libya.
  • Mohammed Nabbous, (in arabo محمد النبوس) (Bengasi, 27 febbraio 1983 – Bengasi, 19 marzo 2011), è stato un giornalista libico.Anche noto con il soprannome di "Mo", fu il fondatore della TV Libya Al-Hurra, la prima stazione televisiva privata con sede a Bengasi sulla scia della rivoluzione del 17 febbraio in Libia, che ha contribuito alla scintilla della rivoluzione nel paese e alle sommosse popolari in Libia del 2011.Nabbous è stato ucciso dalle forze fedeli al dittatore libico Muammar Gheddafi a Bengasi mentre raccoglieva prove contro le false dichiarazioni di un cessate il fuoco da parte del regime di Gheddafi in risposta alla risoluzione 1973 del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite."Ha toccato il cuore di molti con il suo coraggio e spirito indomito.
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