Dans le solfège, un dièse est un symbole graphique (dièse) appartenant à la famille des altérations et dont la fonction est d'indiquer, sur la partition, que la hauteur naturelle de la note associée à ce dièse doit être élevée d'un demi-ton chromatique.La note affectée d'un dièse est dite « diésée ».

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  • Dans le solfège, un dièse est un symbole graphique (dièse) appartenant à la famille des altérations et dont la fonction est d'indiquer, sur la partition, que la hauteur naturelle de la note associée à ce dièse doit être élevée d'un demi-ton chromatique.La note affectée d'un dièse est dite « diésée ». Une note peut être diésée pour toutes sortes de raisons : modulation, transposition, ornementation, utilisation de l'échelle chromatique…
  • Em música, o sustenido é um acidente que, tendo seu sinal de notação ( ♯ ) colocado à esquerda da nota, indica que a altura desta nota deve ser elevada em um semitom. A palavra é usada como adjetivo para indicar entonação acima da altura constante da notação. O dobrado sustenido, (com a notação ✗) indica que a altura da nota que este sinal antecede deve ser elevada em dois semitons.A presença do símbolo de sustenido produz modificações nas notas da seguinte forma:(1) Se um sinal de sustenido marcar uma nota dentro de um compasso, todas as ocorrências seguintes dessa mesma nota dentro desse compasso deverão ser executadas em sustenido. Essa alteração não afeta, no entanto, a mesma nota em outras oitavas. Encerrando-se o compasso, as ocorrências seguintes dessa nota deverão ser executadas sem alteração.(2) Se um sinal de sustenido aparecer na armadura da clave, todas as ocorrências da nota marcada ao longo de toda a música deverão ser executadas em sustenido. Exemplo: uma música em Lá maior tem três sustenidos na armadura (Dó, Fá e Sol). Quando o compositor deseja que uma nota marcada com sustenido seja executada na altura original (exemplo: em vez de um fá sustenido, deseja-se a execução da nota fá) usa-se um sinal chamado bequadro, acidente musical que desativa o efeito do sustenido ou do bemol.Nota: Em alguns computadores, o caracter Unicode '♯' (266F hexadecimal) pode representar um sustenido. Também é comum se chamar o símbolo ASCII '#' (cerquilha) de sustenido.
  • Krzyżyk (♯) – znak chromatyczny w notacji muzycznej. Krzyżyk podwyższa wysokość dźwięku o pół tonu.Jeżeli jest umieszczony bezpośrednio za kluczem, podwyższa wszystkie dźwięki leżące na tej wysokości w obrębie całego utworu.Prawidłowa kolejność zamieszczania krzyżyków przy kluczach to: fis, cis, gis, dis, ais, eis, his; zawsze odległość między kolejno pojawiającymi się krzyżykami wynosi kwintę (dokładnie: kwintę czystą) budowaną w kierunku wznoszącym. Kolejność ta wiąże się z kołem kwintowym. W notacji stosowany jest również podwójny krzyżyk: zapisywany jako (x, rzadziej jako dwa krzyżyki obok siebie) podwyższający dźwięk o dwa półtony (po zamianie enharmonicznej dźwięków jest to cały ton). Jest stosowany zamiast sąsiedniego dźwięku gamowłaściwego, jeśli wynika to z powiązań harmonicznych, zwłaszcza w harmonii klasycznej. Jeżeli krzyżyk umieszczony jest bezpośrednio przed nutą, podwyższa dźwięk przypisany tej nucie i wszystkim kolejnym o tej samej wysokości w obrębie całego taktu.Działanie krzyżyka może być znoszone kasownikiem. Symbolu krzyżyka nie należy mylić z symbolem #.
  • Das Kreuz ♯ bezeichnet in der Musik die Erhöhung eines Stammtons um einen Halbton. An den Tonnamen des alterierten Tons wird die Endung -is angehängt. Dieses Suffix ist eine Abkürzung des griechischen Wortes diesis, das schon in der Antike einen Halbton bezeichnete. Das Zeichen wird als Doppelkreuz mit zwei senkrechten, parallelen Längsstrichen und zwei schräg nach oben verlaufenden Querstrichen geschrieben. Das Zeichen wird entweder auf eine Zeile oder einen Zwischenraum des Notensystems geschrieben und alteriert den auf dieser Tonhöhe stehenden Ton. Steht der zu erhöhende Ton auf einer Hilfslinie, so wird das Kreuz vor die Hilfslinie gesetzt.Das Symbol wird in zweierlei Weise verwendet: als Versetzungszeichen steht es direkt vor einer bestimmten Note; es gilt nur in demjenigen Takt, in dem es notiert ist, und nur für den bezeichneten Oktavbereich als Vorzeichen steht es unmittelbar nach dem Notenschlüssel und gilt entweder bis zum Ende des Stücks, oder bis es durch andere Vorzeichen aufgelöst wird; es gilt ferner für alle Oktavbereiche
  • Nella notazione musicale, il diesis (anche detto diesi) costituisce un'alterazione, in senso crescente, dell'intonazione della nota cui si riferisce. In altre parole, il simbolo diesis ♯ accanto a una nota la rende aumentata di un semitono (il simbolo bemolle b, la rende diminuita di un semitono). Va considerato che in musica i suoni sono 12 ma i nomi delle note sono 7. Sul pianoforte, nell'intervallo di ottava (la distanza che troviamo, ad esempio, da un Do al Do superiore) sono presenti 12 tasti, poiché nel sistema temperato l'ottava è suddivisa in 12 semitoni. Ciò che chiamiamo semitono è dunque la distanza tra due tasti consecutivi, ad esempio in un pianoforte; in altre parole è la distanza tra due suoni consecutivi nel sistema temperato. I nomi di nota sono 7 (do re mi fa sol la si), dunque 5 suoni rimangono senza nome; ad esempio il suono che si trova in mezzo tra il Do e il Re (sul pianoforte è un tasto nero). Possiamo quindi chiamarlo do diesis (come se aumentassimo il do di un semitono) oppure re bemolle (come se diminuissimo il re di un semitono); ora per questo tasto esistono addirittura due possibili nomi, e da una situazione di mancanza di nomi ci troviamo in una situazione di esubero di possibili terminologie, dal punto di vista enarmonico. Per l'esatta scelta della terminologia nell'ambito della tonalità, si rinvia alla relativa voce.Il termine italiano deriva dal greco dìesis che significa intervallo. In altre lingue ci si riferisce a questo segno con termini analoghi a "croce" o "nota sostenuta, spinta verso l'alto". E' importante non associare totalmente il concetto di diesis al "tasto nero". È vero che erano i tasti bianchi a possedere un nome, e i tasti neri ad "averne bisogno", ma il diesis indica semplicemente un avanzamento di un tasto, quindi il Mi diesis (avanzando di un semitono rispetto al mi) indica proprio un tasto bianco, cioè quel tasto che chiamiamo Fa. Esiste anche il doppio diesis (File:Sharp.svgFile:Sharp.svg, oppure File:DoubleSharp.svg) che indica un incremento di un tono; il Do doppio diesis è quindi un Re (a partire dal Do, avanziamo di due semitoni verso destra / ovverosia due tasti), il Mi doppio diesis è quindi un Fa diesis (avanziamo di due semitoni). I diesis sono simboli che possono ricorrere in vari momenti dello spartito e sono di due tipi: fissi (in chiave) o temporanei. Quando sono fissi sono scritti all'inizio del brano, accanto alla chiave musicale, per indicare la tonalità di riferimento. Di conseguenza non occorre che i diesis vengano riscritti via via nel corso dello spartito, perché sono sottintesi. Se ad esempio, in chiave, troviamo Fa diesis e Do diesis, allora ogni Fa o ogni Do che troveremo scritto nello spartito andrà letto come se avesse accanto il simbolo diesis. Nel caso che il compositore voglia scrivere e farci suonare un Fa naturale (tasto bianco), dovrà quindi specificarlo con l'apposito simbolo (bequadro), che rimuove l'alterazione. Ogni diesis aggiuntivo che non sia già presente in chiave, è temporaneo. Quindi vale solo per la battuta in cui è posto, solo per quella nota e per tutte quelle della stessa altezza che si trovassero dopo di lei ma sempre entro la fine della battuta. Un Sol diesis temporaneo, vale solo per il Sol di quel rigo, e non per altri Sol più gravi o più acuti eventualmente presenti in quella battuta. In casi ambigui (cambio continuo tra diesis e naturale, cambio di tonalità, armonie complesse) il diesis può essere indicato tra parentesi, soprattutto per favorire la lettura a prima vista del musicista e risolvere eventuali ambiguità. Si tratta, in questo caso, di alterazione di cortesia. Il numero dei diesis in chiave determina la tonalità del brano: da "nessuna alterazione" (do maggiore) a "sette" (do diesis maggiore). Ogni configurazione appartiene sia a Una tonalità maggiore sia a Una tonalità minore: ad esempio, Re maggiore e Si minore hanno la stessa configurazione di diesis (due diesis: il Fa e il Do). Ad ogni modo per determinare la tonalità di un brano con diesis in chiave si deve tenere presente che l'ultimo diesis annotato è la sensibile del brano. Occorre quindi salire di mezzo tono per trovare il nome della tonica. Ad esempio: se l'ultimo diesis è do diesis, la tonalità è Re maggiore. (Come già ricordato, potrebbe essere anche Si minore). La sua tonica della tonalità minore relativa si trova, come sempre, una terza minore rispetto a quella della relativa maggiore.Nella notazione contemporanea, il diesis può essere adattato al linguaggio microtonale mantenendone la logica ma alterandolo graficamente. Se si aggiunge ad una stanghetta verticale una punta di freccia verso l'alto o verso il basso questo indica una nota rispettivamente crescente o calante. Se le stanghette verticali del simbolo diventano tre si parla di triesis (alza di tre quarti di tono), se si riducono a una si parla di monesis o semi-diesis ( , alza di un quarto di tono).
  • ♯(シャープ・英語: Sharp)は、縦棒2つと交差する斜線2つによって構成される記号である。通常音楽の楽譜で使用される。類似の記号である「#」(番号記号)や電話機の井桁の代わりに使用されることもある。音楽では半音あげる変化記号を意味する。日本語では嬰記号(えいきごう)ともよばれる。この記事では記号についてのみ説明する。
  • In music, sharp, dièse (from French), or diesis (from Greek) means higher in pitch and the sharp symbol raises a note by a half tone. Intonation may be flat, sharp, or both, successively or simultaneously. More specifically, in musical notation, sharp means "higher in pitch by a semitone (half step)," and has an associated symbol (♯), which may be found in key signatures or as an accidental, as may flats.Under twelve-tone equal temperament, B sharp, for instance, sounds the same as, or is enharmonically equivalent to, C natural, and E sharp is enharmonically equivalent to F natural. In other tuning systems, such enharmonic equivalences in general do not exist. To allow extended just intonation, composer Ben Johnston uses a sharp to indicate a note is raised 70.6 cents (ratio 25:24), or a flat to indicate a note is lowered 70.6 cents.In tuning, sharp can also mean "slightly higher in pitch" (by some unspecified amount). If two simultaneous notes are slightly out of tune, the higher-pitched one (assuming the lower one is properly pitched) is said to be sharp with respect to the other. Furthermore, the verb sharpen means "raise the frequency of a note, typically by a small musical interval".Double sharps also exist; these are denoted by the symbol double sharp and raise a note by two semitones, or one whole tone. Less often (in for instance microtonal music notation) one will encounter half, or three-quarter,About this sound Play or otherwise modified, sharps. A half sharp indicates the use of quarter tones, and may be marked with various symbols including half sharp.About this sound Play Although very uncommon, a triple sharp (♯triple sharp) can sometimes be found. It raises a note by three semitones.
  • 올림표 또는 샤프, 샵(sharp)은 음악의 기보법에서 음을 반음 올리는 것을 뜻하는 변화표이다. ♯로 표시한다. 조표나 임시표로서 쓰일 수 있다.
  • El sostenido (♯), en el ámbito de la notación musical, es un signo conocido como alteración que afecta a la altura de una nota aumentando ésta en un semitono. Aparece representado en las partituras a través de este símbolo (♯).
  • Een kruis (meervoud: kruizen of kruisen) is in de muziek het teken Bestand:Sharp.svg dat op de notenbalk geplaatst kan worden om aan te geven dat de stamtoon waarvoor het kruis geplaatst is chromatisch een halve toon verhoogd wordt. Voor eenvoud van de notatie wordt het kruis als voorteken voor aan de notenbalk geplaatst als alle volgende stamtonen verhoogd moeten worden. Voor verlagen van een halve toon wordt de mol (♭) gebruikt.Het verhogen of verlagen met een hele toon wordt met respectievelijk een dubbelkruis (×) of dubbelmol (♭♭) aangegeven. Het ongedaan maken van een eerder in de maat of in de toonsoort voorkomend kruis geeft men aan met een herstellingsteken .
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  • Dans le solfège, un dièse est un symbole graphique (dièse) appartenant à la famille des altérations et dont la fonction est d'indiquer, sur la partition, que la hauteur naturelle de la note associée à ce dièse doit être élevée d'un demi-ton chromatique.La note affectée d'un dièse est dite « diésée ».
  • ♯(シャープ・英語: Sharp)は、縦棒2つと交差する斜線2つによって構成される記号である。通常音楽の楽譜で使用される。類似の記号である「#」(番号記号)や電話機の井桁の代わりに使用されることもある。音楽では半音あげる変化記号を意味する。日本語では嬰記号(えいきごう)ともよばれる。この記事では記号についてのみ説明する。
  • 올림표 또는 샤프, 샵(sharp)은 음악의 기보법에서 음을 반음 올리는 것을 뜻하는 변화표이다. ♯로 표시한다. 조표나 임시표로서 쓰일 수 있다.
  • El sostenido (♯), en el ámbito de la notación musical, es un signo conocido como alteración que afecta a la altura de una nota aumentando ésta en un semitono. Aparece representado en las partituras a través de este símbolo (♯).
  • Nella notazione musicale, il diesis (anche detto diesi) costituisce un'alterazione, in senso crescente, dell'intonazione della nota cui si riferisce. In altre parole, il simbolo diesis ♯ accanto a una nota la rende aumentata di un semitono (il simbolo bemolle b, la rende diminuita di un semitono). Va considerato che in musica i suoni sono 12 ma i nomi delle note sono 7.
  • Een kruis (meervoud: kruizen of kruisen) is in de muziek het teken Bestand:Sharp.svg dat op de notenbalk geplaatst kan worden om aan te geven dat de stamtoon waarvoor het kruis geplaatst is chromatisch een halve toon verhoogd wordt. Voor eenvoud van de notatie wordt het kruis als voorteken voor aan de notenbalk geplaatst als alle volgende stamtonen verhoogd moeten worden.
  • Em música, o sustenido é um acidente que, tendo seu sinal de notação ( ♯ ) colocado à esquerda da nota, indica que a altura desta nota deve ser elevada em um semitom. A palavra é usada como adjetivo para indicar entonação acima da altura constante da notação.
  • In music, sharp, dièse (from French), or diesis (from Greek) means higher in pitch and the sharp symbol raises a note by a half tone. Intonation may be flat, sharp, or both, successively or simultaneously.
  • Das Kreuz ♯ bezeichnet in der Musik die Erhöhung eines Stammtons um einen Halbton. An den Tonnamen des alterierten Tons wird die Endung -is angehängt. Dieses Suffix ist eine Abkürzung des griechischen Wortes diesis, das schon in der Antike einen Halbton bezeichnete. Das Zeichen wird als Doppelkreuz mit zwei senkrechten, parallelen Längsstrichen und zwei schräg nach oben verlaufenden Querstrichen geschrieben.
  • Krzyżyk (♯) – znak chromatyczny w notacji muzycznej. Krzyżyk podwyższa wysokość dźwięku o pół tonu.Jeżeli jest umieszczony bezpośrednio za kluczem, podwyższa wszystkie dźwięki leżące na tej wysokości w obrębie całego utworu.Prawidłowa kolejność zamieszczania krzyżyków przy kluczach to: fis, cis, gis, dis, ais, eis, his; zawsze odległość między kolejno pojawiającymi się krzyżykami wynosi kwintę (dokładnie: kwintę czystą) budowaną w kierunku wznoszącym. Kolejność ta wiąże się z kołem kwintowym.
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  • Dièse
  • Diesis
  • Kreuz (Notenschrift)
  • Kruis (muziek)
  • Krzyżyk
  • Sharp (music)
  • Sostenido
  • Sostingut
  • Sustenido
  • Диез
  • シャープ (記号)
  • 올림표
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